Shahbaz Bhatti
Martire del dialogo per la libertà religiosa
Migliaia di persone hanno oggi reso omaggio a Shahbaz Bhatti, ministro pakistano per le Minoranze, ucciso mercoledi' 2 Marzo mentre usciva dalla casa della madre in Islamabad. Una messa funebre si e' tenuta questa mattina in una chiesa della capitale pakistana alla presenza del primo ministro Yousuf Reza Gilani, quattro ministri e numerosi diplomatici occidentali.
"Lo ricordero' sempre per il suo impegno per il paese e le minoranze", ha detto Gilani, promettendo di fare giustizia per la morte di Bhatti.
Ci uniamo al dolore dei cattolici ( alla cui chiesa appartiene il Ministro assassinato ) e di tutte le minoranze religiose del Pakistan, colpite da un lutto così atroce ; non sarà certo facile colmare la perdita di un tale straordinario difensore dei diritti umani, che, pur consapevole dei rischi ai quali era esposto, non ha rinunciato a dedicare la sua vita affinché fosse rispettata una libertà fondamentale, quale quella di esprimere la propria fede, in un clima di dialogo e di cooperazione con le comunità musulmane, largamente maggioritarie nel paese, anch’esse minacciate da componenti estremiste.
Il crudele assassinio del Ministro Shahbaz Bhatti avviene solo due mesi dopo l’uccisione, ad opera di una delle sue guardie del corpo, del governatore del Punjab Salaman Taseer, di religione musulmana, , che si era espresso a favore della riforma della legge sulla blasfemia, in sintonia con l’impegno di Shahbaz Bhatti, ed aveva manifestato la sua solidarietà verso Asia Bibi, tuttora in carcere e condannata a morte, una delle vittime innocenti proprio di questa legge.
Mentre riaffermiamo con forza la richiesta di libertà per Asia Bibi e per tutti i perseguitati a causa della propria fede, ci associamo al fermo appello dell’ associazione di parlamentari italiani “Parlamentari amici del Pakistan” rivolto all’UE ed agli Organismi Internazionali per un impegno continuativo mirante a contrastare efficacemente le persecuzioni che vengono perpetrate a danno delle minoranze attraverso l’abuso strumentale di motivazioni religiose.
Roma, 04/03/2011