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PRESENTAZIONE DELLA CARTA PER UN MONDO NON VIOLENTO


I Nobel,durante il VII Summit dei premi Nobel per la pace, in seguito ad un dibattito durato tre anni, hanno elaborato per la prima volta al mondo la bozza della:

"CARTA PER UN MONDO NON VIOLENTO"

Tale documento vuol essere una dichiarazione solenne alla quale ogni essere umano ed ogni istituzione del pianeta possano attingere come fonte per affermare i diritti umani e la propria dignità senza violenza.

"Siamo convinti - recita il preambolo della CARTA - che il rispetto dei principi della non violenza introdurrà un ordine mondiale più civile e pacifico, in cui sistemi più equi ed efficaci di governance, rispettosi della dignità umana e della sacralità della vita possano diventare una realtà". "Se l'occhio non si esercita, non vede, se la pelle non

tocca, non sa, se l'uomo non immagina, si spegne1', diceva un leader non-violento. E' per questo che formarsi alla non violenza, significa combattere i meccanismi di oppressione e ingiustizia senza cadere prigionieri della spirale disumanizzante della guerra.

Siamo anche convinti che sia possibile realizzare il cambiamento attraverso mezzi pacifici e non-violenti, con la forza del dialogo e della ragione e non con le ragioni della

forza. Dal 10 novembre l998 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il primo decennio del XXI secolo e del III millennio, gli anni dal 2001 al 2010, Decennio internazionale di promozione di una cultura della non violenza e della pace a profitto dei bambini del mondo. Non possiamo in alcun modo esitare nel far adottare una carta universale dei principi della non violenza. Lo chiede la gente comune del nostro pianeta.

Attualmente i Nobel hanno nominato il Premio Nobel per la Pace Mairead Corrigan Maguire coordinatore del progetto, al fine di giungere alla stesura definitiva e diffondere il documento in tutto il mondo.



LA PRESENTAZIONE PRESSO LE NAZIONI UNITE



La Carta, durante l'anno sarà presentata alle più alte istituzioni internazionali. In luglio, in occasione delllAssemblea Generale ECOSOC, sarà solennemente presentata

alle Nazioni Unite a Ginevra dal Segretario Generale Ban Ki Moon, davanti ai capi di stato e di governo presenti.

La cerimonia si svolgerà nel corso di una colazione offerta ai delegati, ai capi di Stato e di Governo presenti.





Nobel per la pace firmatari al 4 marzo 2007



1. Mairead Corrigan Maguire, Nobel Peace Laureate

2. His Holiness the Dalai Lama, Nobel Peace Laureate

3. Mikhail Gorbachev, Nobel Peace Laureate

4. Lech Walesa, Nobel Peace Laureate

5. Frederik Willem De Klerk, Nobel Peace Laureate

6. Archbishop Desmond Mpilo Tutu, Nobel Peace Laureate

7. Jody Williams, Nobel Peace Laureate

8. Shirin Ebadi, Nobel Peace Laureate

9. Mohamed EIBaradei, Nobel Peace Laureate

10. Carlos Filipe Ximenes Belo, Nobel Peace Laureate

11. Betty Williams, Nobel Peace Laureate

12. IPPNW (International Physicians for the Prevention of Nuclear ~ a r )

Nobel Peace Laureate Organization

13. Red Cross Italy, Nobel Peace Laureate Organization

14. IAEA, Nobel Peace Laureate Organization

15. American Friends Service Committee, Nobel Peace Laureate

Organization

16. International Peace Bureau, Nobel Peace Laureate Organization



Supporters of the Charter

Mr. Tadatoshi Akiba, the President of the World's Mayors for Peace

Prof. Swaminathan, President of Nobel Peace Laureate Organization,

Pugwash Conferences on Science and World Affairs



Il Mahatma Gandhi affermò: Se esiste un uomo non violento, perché non può esistere una famiglia non violenta? E perché non un villaggio? una città, un paese, un mondo non violento? L'azione di ognuno di noi per affermare questi valori, può provocare un effetto differente in un mondo sempre più confuso.



PRESENTAZIONE DELLA CARTA PER UN MONDO NON VIOLENTO

Calendario delle istituzioni / luglio 2007 - novembre 2008



Il Segretario Generale delle Nazioni Unite

Presidente della Repubblica Italiana

Presidente della Camera dei Deputati italiana

Sua Santità Benedetto XVI

Il Presidente della Commissione Europea

Il Presidente del Parlamento Europeo

Il Presidente degli Stati Uniti d'America

Il Presidente del Congresso degli Stati Uniti d'America

Il Presidente della Camera dei Deputati francese

Il Presidente della Camera dei Lord

Il Presidente del Bundestag

Il Presidente della Federazione Russa

Il Presidente della Duma

Il Presidente della Repubblica popolare Cinese

Il Presidente dell'Assemblea Generale del Popolo

Il Presidente dell'lndia

Il Presidente del Congresso Indiano

CARTA PER UN MONDO SENZA VIOLENZA PRIMA BOZZA

La violenza umana è una malattia prevenibile


Nota: Questa e una bozza preliminare da distribuire ai Premi Nobel per la Pace e alle Organizzazioni Nobel per la Pace, al fine di ricevere ulteriori indicazioni.

19 novembre 2006

Nessuno Stato o individuo può essere sicuro in un mondo insicuro. I valori della non violenza, negli intenti, nei pensieri e nelle prassi, sono passati da un'alternativa ad una necessità.

Siamo convinti che il rispetto dei principi della non violenza introdurrà un ordine mondiale più civile e pacifico, in cui sistemi più equi ed efficaci di governance, rispettosi della dignità umana e della sacralità della vita possano diventare una realtà.

Le nostre culture, le nostre storie e le nostre vite individuali sono intercollegate e le nostre azioni sono interdipendenti. Oggi come non mai, crediamo che ci sia una verità che ci attende: il nostro è un destino comune, un destino che sarà determinato dalle nostre intenzioni, decisioni e azioni di oggi.

Siamo fermamente convinti che creare una cultura della pace e della non violenza, pur essendo un processo lungo e difficile, sia un obiettivo nobile e necessario. Affermare i principi enunciati in questa Carta è un primo passo, di importanza vitale, per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo dell'umanità e realizzare un mondo senza violenza.

Noi, Premi Nobel per la Pace e Organizzazioni Nobel per la Pace presenti a Roma al VII Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace,

Riaffermando il nostro impegno verso la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, Preoccupati della necessità di porre fine alla diffusione della violenza a tutti i livelli della società e, soprattutto, alle minacce che si pongono a livello mondiale,

Riaffermando che la libertà di pensiero e di espressione è alla radice della democrazia e della creatività,

Ricordando che violenza si manifesta in molte forme, quali conflitto armato, occupazione militare, povertà, sfruttamento economico, distruzione dell'ambiente e pregiudizi basati su preferenze di razza, religione, genere o orientamento sessuale:

Riconoscendo che il culto della violenza, così come si esprime attraverso la cultura popolare, abitua all'accettazione della stessa come condizione normale e ammissibile;

Convinti che la violenza arreca il maggior danno a coloro che sono più deboli e vulnerabili;

Rammentando il pensiero di Martin Luther King che la pace non è soltanto l'assenza della violenza ma la presenza della giustizia;

Prendendo atto che un inadeguato riconoscimento. da parte degli Stati, delle diversità etniche, culturali e religiose è alla radice di molta della violenza che esiste nel mondo;

Consapevoli che i metodi non violenti per la risoluzione dei conflitti hanno maggiore successo quando sono adottati nella fase più precoce possibile;

Riconoscendo il diritto naturale degli oppressi di resistere pacificamente all'oppressione;

Affermando che coloro che sono investiti di poteri hanno la maggiore responsabilità di porre fine alla violenza, ovunque essa si manifesti e di prevenirla ogniqualvolta possibile;

Convinti che i principi della non violenza debbano trionfare a tutti i livelli della società; Invitiamo la comunità internazionale a portare avanti i seguenti principi:



Primo: In un mondo interdipendente, la prevenzione e la cessazione dei conflitti armati fra gli Stati ed all'interno degli Stati richiede un'azione collettiva da parte della comunità internazionale che, a sua volta, richiede il rafforzamento delle riforme del sistema ONU e delle organizzazioni di cooperazione regionali, al fine di realizzare I'empowerment delle stesse e consentire loro di promuovere un sistema di sicurezza mondiale.

Secondo: Per realizzare un mondo senza violenza, gli Stati devono rispettare lo stato di diritto e onorare i loro accordi giuridici.

Terzo: E' essenziale eliminare le armi nucleari ed altre armi immorali di distruzione di massa attraverso divieti giuridici, che devono essere universali, verificabili ed applicabili.

Gli Stati che detengono tali armi hanno il vincolo morale di assicurare che non venga mai usata alcuna di tali armi di sterminio di massa. Vi è un obbligo universale per gli Stati di concludere negoziati verso l'eliminazione delle armi nucleari.

Quarto: Per ridurre la violenza nella società, la produzione e la vendita di armi piccole e leggere deve essere ridotta e rigorosamente controllata a livello internazionale, statale e locale. Inoltre, vi devono essere una piena ed universale applicazione degli accordi internazionali in materia di disarmo ed il sostegno ai nuovi sforzi volti ad eliminare l'impatto delle armi indiscriminate e attivate dalle vittime.

Quinto: Esprimiamo forte condanna per il terrorismo, perché la violenza genera violenza. La lotta contro il terrorismo non può, tuttavia, giustificare la violazione dei diritti dell'uomo, del diritto umanitario internazionale, delle norme della società civile e della democrazia.

Sesto: Porre fine alla violenza domestica e nelle famiglie esige il rispetto incondizionato dell'uguaglianza, della libertà, della dignità e dei diritti delle donne, degli uomini e dei bambini, da parte di tutti gli individui e delle istituzioni dello stato, della religione e della società civile. Tali tutele devono essere incorporate nelle leggi e nelle convenzioni locali ed internazionali.

Settimo: Ogni individuo e Stato condividono la responsabilità di prevenire la violenza contro i bambini e i giovani, i quali rappresentano il nostro futuro comune ed il nostro bene più prezioso, nonché di promuovere opportunità di istruzione, l'accesso all'assistenza sanitaria primaria, la sicurezza personale, la tutela sociale ed un clima favorevole che rafforzi la non violenza quale stile di vita e non sogno utopistico. L'educazione alla pace deve far parte dei programmi scolastici.

Ottavo: Prevenire i conflitti derivanti dal depauperamento delle risorse naturali e, in particolare, delle fonti idriche e di energia esige che gli Stati svolgano un ruolo attivo e ed istituiscano sistemi giuridici e standard finalizzati alla salvaguardia dell'ambiente ed al contenimento dei loro consumi in base alla disponibilità delle risorse ed ai reali bisogni dell'uomo.

Nono: Facciamo appello alla comunità internazionale ed agli Stati affinché prendano in considerazione mezzi e metodi per promuovere un riconoscimento significativo delle diversità etniche, culturali e religiose negli stati nazionali multi-etnici. Il principio morale di un mondo non violento è: "tratta gli altri come vorresti che gli altri trattassero te".

Decimo: 1 principali sentimenti politici necessari per porre in essere un mondo non violento sono il dialogo, il negoziato e il compromesso, condotti nel rispetto dell'equilibrio fra le parti coinvolte, ma tenendo anche presente gli aspetti della società umana nel suo complesso.

Undicesimo: Tutti gli Stati devono destinare risorse sufficienti a mantenere l'integrità della distribuzione delle risorse economiche e risolvere grosse iniquità che creano un terreno fertile per la violenza.

Dodicesimo: La società civile in tutte le sue articolazioni deve essere riconosciuta come essenziale per l'edificazione di un mondo non violento. Occorre creare le condizioni per consentire ed incoraggiare la partecipazione della società civile ai processi politici a livello mondiale e locale - il che implica I'empowerment e la tutela dei difensori dei diritti umani, degli attivisti della pace e della salvaguardia dell'ambiente, le cui attività li pongono spesso in situazioni di rischio.

C:\Documents and Settings\Vin\Documenti\Immagini\Religioni\Bach - Cello Suite 1 in G major - BWV 1007 - 1 Prelude (Jacqueline du Pre).mp3
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